lunedì 6 aprile 2020

Briochine semi-integrali a lievitazione naturale


Ingredienti per 36 briochine medie
300 g Farina tipo 2
300 g Farina Manitoba
260 g Latte
200 g Licoli
140 g zucchero
2 uovo
80 g di burro


Impasto: impasto insieme le farine con lo zucchero, il latte, il lievito e l’albume finché non diventa un bell’impasto sodo.
Poi aggiungo il tuorlo e impasto finché non torna un impasto abbastanza liscio.
Per ultimo aggiungo il burro a temperatura ambiente e impasto finché non viene tutto assorbito.
Lievitazione: lascio riposare l’impasto in un posto al riparo da spifferi per tre ore circa.
Formatura: Divido l’impasto in tre panetti che stendo a formare tre dischi, dai quali ricavo 12 spicchi ciascuno.
Li arrotolo partendo dalla parte larga ottenendo così 36 cornetti che dispongo abbastanza distanziati su tre placche con carta forno.
Prima di arrotolare posso mettere un cucchiaino di marmellata o crema spalmabile al cioccolato.

Seconda lievitazione: lascio lievitare per 3-4 ore.
Finitura: spennello le briochine con del latte e a piacere spolvero di zucchero di canna.

Cottura: cuocio a forno preriscaldato ventilato a 180° per circa 15 minuti.


martedì 31 marzo 2020

Coniglietti Vegani


La magia dei social network è che ti ricordano quello che avevi fatto, allora succede che fai vedere a tua figlia la foto dei coniglietti di pane fatti sette anni fa e lei ti chiede di farli.
Ho modificato l'impasto, con li.co.li. e con bevanda di soia al posto del latte vaccino.
Ecco il risultato!

Ingredienti
600 g di farina tipo 0
140 g di Li.Co.Li.
300 ml di bevanda di soia
12 g di sale
20 g di olio
1 cucchiaino di miele

Procedimento

Erano le 9 di mattina
Ho sciolto miele e Li.Co.Li nel latte tiepido.
Ho aggiunto la farina, il sale e l'olio e ho impastato tutto con la planetaria fino ad ottenere un'impasto omogeneo.
Ho lasciato lievitare nella ciotola coperta fino alle 14.30 quando ho ripreso l'impasto e l'ho diviso in pezzi da 60 g.
Con questi ho formato delle palline e le ho disposte un po' distanti su due teglie incartate con carta da forno.
Le ho messe a lievitare nel forno spento con dentro un pentolino di acqua calda che mantenesse un po' umido l'ambiente, per non fare formare la crosticina.
Verso le 18.30, mentre il forno si scaldava ho fatto i tagli delle orecchie e i buchetti degli occhi come nel video (se uno preferisce può lasciare la forma rotonda e basta) e ho spennellato i panini con un'emulsione di acqua e olio.
Ho cotto a 180° circa 20 minuti poi li ho lasciati raffreddare nel forno leggermente aperto.

domenica 23 ottobre 2016

Tigelle per tutti

(ossia tigelle vegane che piacciono anche agli onnivori)


Le tigelle (o cescentine) sono una di quelle cose che mi vengono particolarmente bene.

Sono sempre stata un po' gelosa di questa ricetta, anche se in realtà l'avevo già inviata nel lontano 2011 alla Comunità del Cibo Pasta Madre.

Dopo anni che le faccio e le rifaccio ho trovato man mano la differenza in meglio da quando le faccio con la pasta madre (ora con li.co.li.).

Lo step successivo di miglioramento è stato quello di farle con la farina integrale macinata a casa: il profumo,il sapore e la leggerezza che risultano erano incomparabili.

Ultima evoluzione, che mi ha richiesto un po' di tempo prima decidere di provarci, la "veganizzazione"; ora mi spiego.

Intanto chi mi conosce sa che da un anno a questa parte sto cercando di limitare al minimo l'utilizzo di proteine animali, per una questione di peso e di salute, per fare questo ho dovuto inevitabilmente provare ricette che contengono solo proteine vegetali, e devo dire che ne ho trovate di buone.

Hummus di ceci.
Per esempio ho cominciato a mettere nelle tigelle hummus di ceci (o altri legumi), patè di carciofi e mandorle e altre cose facili da preparare e saporite. In rete se ne trovano un sacco di queste ricette.

Ma ogni volta che si trattava di replicare una ricetta che originalmente richiede l'uso di proteine animali sostituendole con proteine vegetali il risultato non era mai soddisfacente; il gusto era buono ma non nella stessa maniera, quindi anche sull'impasto titubavo.
Uso sempre come cavia mio marito e dalle sue facce capisco se una cosa si può rifare oppure no!
Ogni volta che dovevo rifare le tigelle io pensavo che non sarebbe stata quella piccola quantità di latte di mucca a rovinarmi e intanto mi evitavo le brutte facce della cavia!

Ora che per varie vicissitudini sono senza forno e la voglia di sperimentare si accumula ho deciso di impastarmi una porzione di tigelle con il latte di soia mentre impastavo quelle classiche per il resto della famiglia.

Risultato??? Non si sente la differenza! Mio marito ha dovuto a malincuore ammettere che il sapore era lo stesso, la soia non si sente. Inoltre sono ancora più leggere!

Quindi penso che da ora in avanti le impasterò vegane, poi starà agli ospiti decidere se farcirle con proteine animali o con proteine vegetali che non farò mai mancare a tavola.

Ingredienti:

Dose per 3 persone
420g di p. m. solida o 280g di li.co.li.
220g farina integrale (360g se si usa il li.co.li)
120g latte di soia*
1cucchiaio di olio EVO
1cucchiaino di sale
mezzo cucchiaino di zucchero di canna

*per i più diffidenti si può sempre usare il latte di mucca

Procedimento:

Intiepidire (non deve scottare) il latte in un tegamino e usarlo per sciogliere il lievito madre.

In una pirofila o nell'impastatrice mettere tutta la farina poi sopra tutti gli ingredienti e impastare fino ad ottenere un bell'impasto liscio.

Tirare l'impasto a uno spessore di circa 2 mm, o comunque se si usa la macchina per la pasta, nello spessore più alto e tagliare con lo stampo adatto.
Lasciarle lievitare per circa 4 ore.

Per necessità è anche possibile lasciare lievitare la palla di impasto intero per un paio di ore, poi tirare e tagliare le tigelle, poi farle rilievitare tagliate per altre 2-3 ore.

Per la lievitazione io mi trovo bene sistemando le tigelle su vassoi di cartone e coprendole con un canovaccio e un telo di plastica (per evitare che si secchino in superficie).

Cuocere nella apposita tigelliera.

Farcite con quello che preferite che sia animale o vegetale

lunedì 16 marzo 2015

Sole di pane con farina Uniqua Verde

Succede a chi lavora all'aperto, come me, che i giorni di pioggia, come oggi, siano preziosi, da sfruttare fino all'osso per ultimare lavori rimasti in coda, lavori di casa perlopiù.
Tra un lavoro e l'altro trovo il tempo per dedicarmi alla mia passione, portando un po' di sole almeno in casa, visto che fuori piove e tira il vento!

Ingredienti

360 g di farina Uniqua verde Molino Dallagiovanna
150 g di acqua
120 g di lievito madre in coltura liquida (100% idratazione)
20 g di olio
10 g di sale
10 g di farina maltata

Procedimento

In una ciotola ho mischiato insieme la farina con l'acqua, il lievito e la farina maltata; dopo aver impastato brevemente ho aggiunto anche l'olio e il sale.

Ho continuato ad impastare sulla spianatoia a mano per circa dieci minuti ottenendo così un impasto liscio e sostenuto.

Ho riposto nella ciotola l'impasto e, dopo averlo coperto con un panno di cotone ed un telo di plastica, l'ho messo a lievitare per tre ore in un posto caldo.

Dopo questo tempo ho ripreso l'impasto e l'ho steso con il mattarello, poi l'ho arrotolato su se stesso ottenendo un lungo filoncino che ho chiuso ad anello.

Ho adagiato l'anello sulla placca del forno e l'ho lasciato lievitare altre tre ore sempre al caldo, coperto con telo di cotone e telo di plastica.

A questo punto ho acceso il forno a 200° e mentre si preriscaldava ho finito la formatura praticando dei tagli obliqui con le forbici e spostando i raggi così ottenuti verso l'esterno

Quando il forno ha raggiunto la temperatura ho infornato il pane buttando pochissima acqua sul fondo del forno per creare un leggero vapore.
Ho cotto a forno ventilato per circa 30 minuti mantenendo gli ultimi 10 lo sportello leggermente aperto.

Il risultato è un pane profumato e saporito, con le punte croccanti e la mollica del colore del sole.



Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Farina UNIQUA Verde”


domenica 22 febbraio 2015

Appunti corso base

Pubblico qui gli appunti del secondo incontro di Mani in Pasta fatto con Carpitransizone.


IMPASTO DI PANE DIRETTO AL 20% DI LICOLI

- 100 g di LICOLI
- 200g di semola di grano duro rimacinata
- 300g i farina tipo "0"
- 350 g di acqua
- 10 g Sale
-1 cucchiaino di malto o zucchero o miele

Autolisi: mischiare grossolanamente la farina con il suo 55% di acqua(275g) e lasciare riposare 30-60 minuti

Impasto: Sciolgo il li.co.li. al resto dell’acqua e il malto poi unisco all’impasto autolitico, impasto un po’ ed infine aggiungo il sale.

Pieghe: Ogni 30 minuti faccio un giro di pieghe per un totale di 3 giri.

Lievitazione: Lascio puntare l'impasto 1-2 ore finché non riprende la lievitazione poi lo chiudo in una scatola e lo metto in frigo. (in genere il riposo in frigo dura una notte ma può durare anche di più)

Tolgo dal frigo e lascio ambientare circa un'ora

Do la forma  a filone o pagnotta, aspetto che finisca di lievitare almeno un paio d’ore. (deve raddoppiare e l'impronta del dito deve tornare indietro)

.

Cottura: A FORNO STATICO per una pagnotta di 500g di farina:

Scaldo il forno al massimo inforno butto sul fondo un bicchierino d’acqua abbasso a 200°

-35 minuti chiuso.

-10 minuti a fessura

Controllare la cottura bussando sotto.

Lo stesso procedimento si può usare con altri tipi di farina, se si usa solo farina 0 la percentuale d’acqua sarà del 60-65% rispetto al peso della farina (300-325g).
Note:

AUTOLISI: o più correttamente IDROLISI è un pre-impasto fatto di sola acqua e farina e lasciato riposare tra i 20 minuti e un’ora.  Durante il riposo l’amido presente nella farina viene diviso da degli enzimi attivati dall’acqua, in zuccheri più semplici rendendoli subito disponibili per i lieviti al momento dell’impasto. Altri enzimi agiscono sul glutine rendendolo più estensibile e malleabile.

SLAP SRECTH & FOLD sbattere, allungare, piegare. Questi movimenti servono a far prendere corda all'impasto, a renderlo liscio ed omogeneo, ad allungare la rete glutinica e ad inglobare aria per favorire la formazione degli alveoli. Ed è proprio in queste piccole sacche di aria che si accumulerà l'anidride carbonica prodotta da lieviti e batteri in fase di fermentazione.

PIEGHE DI RINFORZO: Le pieghe di rinforzo servono in un impasto morbido ad omogeneizzare la mollica.
Durante le pieghe le bolle più grosse di aria escono dall'impasto e successivamente si formeranno più bollicine che daranno una mollica più fine.
Durante le pieghe viene anche inglobato nuovo ossigeno, in questo modo i lieviti possono alimentarsi nuovamente, mentre parte dell'anidride carbonica viene eliminata. Ne consegue un maggiore aumento di volume dell'impasto. Grazie alla presenza di nuovo ossigeno anche il glutine risulta più resistente. Anche i lieviti vengono così ridistribuiti nell’impasto.

LA FORMATURA: prima dell’ultima lievitazione l’impasto deve essere formato. Va quindi schiacciato bene, come nelle pieghe e chiuso a palla se si vuole ottenere una pagnotta rotonda o arrotolato se si vuole ottenere un filone. Cerchiamo di non intrappolare dell’aria eccessiva in questo momento altrimenti nel pane si formeranno delle “caverne”.

IL CESTINO: per la lievitazione finale si può adagiare la pagnotta dentro ad un cestino che contenga il doppio del volume dell’impasto, con un canovaccio infarinato, questo aiuta a mantenere la forma; la chiusura dell’impasto va rivolta verso l’alto e quando il forno sarà pronto per la cottura si potrà capovolgere il pane sulla placca del forno.

IL VAPORE: buttare un po’ d’acqua su una teglia preriscaldata sul fondo del forno fa sì che si crei del vapore che serve a far sviluppare di più uniformemente il pane.

venerdì 7 novembre 2014

La nascita di un lievito madre - Ultima parte

Post precedente.

Il lievito rinfrescato la seconda volta, in proporzioni raddoppiate, è raddoppiato in circa 10 ore.

Al momento del raddoppio si presentava con un sapore e un odore totalmente diversi dalla prima volta, che ricordavano molto di più lo yogurt, questo è un buon segno, perché vuol dire che anche i fermenti lattici si stanno moltiplicando.

Purtroppo in quel momento non sono riuscita a rinfrescare, restando un altro po' a temperatura ambiente il lievito ha preso un odore più aspro.
Ieri sera l'ho messo in frigo e stamattina l'ho rinfrescato, usando sempre la proporzione 10:20:20 che aiuta anche a togliere l'acidità.

Adesso procederò a rinfrescarlo finchè i suoi tempi di raddoppio non arriveranno a circa 3-4 ore, allora potrò dire che è davvero pronto.

Questo non esclude il fatto che si possa già usare, quando è raddoppiato è comunque abbastanza forte per panificare, oppure possiamo tenere tutte le nuove eccedenze in un vaso in frigo fino ad averne abbastanza per fare un po' di grissini o di craker.

Dai prossimi rinfreschi aggiornerò questo post e la tabella qui sotto.

N.Rinfr Sensoriale Ora del rinfresco Dosi Ore radd.
0 04/11/2014 22:30 20+20 20
1 Birra - intenso 05/11/2014 17:30 20+20+20 12
2 Birra - lieve 06/11/2014 08:00 10+20+20 10
3 Yogurt - lieve 07/11/2014 09:10 10+20+20 6

Conclusioni: dopo pochi rinfreschi il lievito si è dimostrato attivo e utilizzabile, naturalmente più si usa più si rinforza, magari le prime volte se ne può usare un po' di più nell'impasto.

Note
Tra in 2 e il 3, anche se il lievito era già raddoppiato dopo 10 ore l'ho conservato in frigo fino al mattino

Il terzo rinfresco si è raddoppiato in sei ore, ero così sicura che mi son detta, lo metto in frigo e lo rinfresco domani. Stamattina ho rinfrescato e non si è più mosso. Ovviamente non lo butto e vedo come evolve ma voi non lo fate!! NON METTETELO IN FRIGO FINCHÈ NON È PRONTO!!

devo aggiungere però che gli avanzi dei rinfreschi precedenti, assieme all'avanzo del licoli attivo, li ho usati per fare dei grissini che sono venuti molto bene.

mercoledì 5 novembre 2014

La nascita di un lievito madre - terza parte

Qui trovate la prima e la seconda parte.



Dodici ore per il raddoppio, non c'è male; l'odore e il gusto che sentivo ieri pomeriggio si sono un po' accentuati quindi per il prossimo rinfresco ho deciso di fare le proporzioni 1:2:2, cioè una parte di lievito, due di acqua e due di farina.

Ho unito
-10g di li.co.li.
-20g di acqua
-20g di farina

Vorrei aggiungere una cosa che finora non ho specificato, per fare tutti questi rinfreschi ho usato finora un farina di forza, adatta alle lunghe lievitazioni, quindi se qualcuno volesse provare va bene la manitoba.

La nascita di un lievito madre - seconda parte

Eccoci qua, dopo meno di 24 ore dalla creazione del mio nuovo lievito madre.
Qui trovate la prima parte.
Ecco come si presentava alle 17.

Prima di tutto ho fatto una "analisi sensoriale".
Il colore è giallino chiaro e ha un odore che ricorda la birra e il lievito di birra. Il sapore non è acido, ha una leggerissima punta di amaro.

Visto che è raddoppiato (e anche qualcosa di più), procedo al rinfresco.

Ho preso 20g di questa cosa, che potremmo già chiamare lie.co.li., li ho sciolti in 20g di acqua e aggiunto 20g di farina.

Ho sempre messo in un vasetto stretto e segnato il livello.

Quello che resta sono 30g che, per chi non ha molto tempo a disposizione, si possono buttare senza problemi nel cestino...
Ovviamente, anche per il fatto che il suo sapore era gradevole, io ho voluto riciclarlo!

Quindi ho preso i 30 grammi di li.co.li. e ho aggiunto un cucchiaino di zucchero di canna e un cucchiaio di latte, ho amalgamato bene con una forchetta e ho cotto in un pentolino unto, ottenendo così una sorta di pancake che ho degustato con un po' di marmellata di mirtilli, come merenda.

 
Per avere un'idea delle dimensioni quello nella foto è un piattino da caffè.
Adesso aspetto il raddoppio del nuovo rinfresco e poi ci aggiorniamo! Qui la terza parte

martedì 4 novembre 2014

La nascita di un lievito madre - prima parte

All'ultimo corso a cui ho partecipato ci è stato insegnato un modo facile per far nascere un nuovo lievito madre.
Ieri sera al corso che sto tenendo l'ho spiegato alle partecipanti alle quali ho lasciato un po' di crusca fatta in casa per provare; arrivata a casa ho pensato di farlo anche io.
Con questo breve post e i seguenti vorrei fare una sorta di cronaca della nascita di un nuovo lievito, con qualche foto.

Occorrente per cominciare:
- una manciata di crusca **
- acqua
- un vasetto .

La prima cosa da fare è mettere della crusca in un vasetto e ricoprirla di acqua, dovrà restare così a temperatura ambiente per circa un giorno.
Questo l'ho fatto ieri sera.
Verso mezzogiorno ho dato una mischiata nel vasetto.

Adesso vi faccio vedere come si presentava il vasetto dopo meno di 24 ore a temperatura ambiente.


Potete notare della schiuma, questa indica che è già cominciata una fermentazione.

Passate circa 24 ore filtro il tutto e tengo solo l'acqua che uso come starter per un nuovo lievito madre.

Quindi per questo passaggio mi servono
-25 g di liquido della crusca**
-25 g farina

Li mischio insieme dentro ad un piccolo vasetto cilindrico.

Vorrei soffermarmi sulla quantità: molte ricette che si trovano in rete partono con 100 grammi di farina e 100 g di acqua, poi magari al passaggio successivo dicono di buttare metà dell'impasto oppure di rimpastare tutto con pari peso di acqua e farina. Seguendo queste ricette si spreca molta farina. Ma non è necessario, anche con poca farina e poca acqua possiamo creare un piccolo "microambinete" favorevole allo sviluppo dei lieviti che attuano la fermentazione.

Ecco la foto del vasetto.

L'ho segnato con un trattino al livello dell'impasto, questo ci serve per controllare la crescita.

**Per quanto riguarda la crusca non è necessario che acquistiate della crusca apposta per questo motivo; piuttosto comperate una buona farina integrale macinata a pietra e con l'aiuto di un setaccio separatene un po' dalla farina, ne basta un cucchiaio, che coprite di acqua. Se l'acqua che otterrete non sono meno di 25 grammi, aggiungete solo il uguale peso di farina (Es.: a 13g di acqua aggiungo 13g di farina)
Qui la seconda pare.

domenica 19 ottobre 2014

Corso Lievito Madre

Scusate il lungo periodo di assenza, ecco cosa avevo in cantiere!







































Ecco il programma indicativo delle serate:
03-11 IL LIEVITO MADRE
10-11 LE BASI DELL'IMPASTO
17-11 FARINA, ACQUA E SALE
24-11 GLI ALTRI INGREDIENTI

Potete contattarmi anche per e-mail beaparise@yahoo.it

giovedì 27 marzo 2014

Grissini fragranti con Lecitina di Soia

Chi non muore si rivede...
Non mi sono dimenticata del blog ma non mi va di pubblicare ricette che non aggiungano nulla di nuovo al panorama culinario! Fare copia e incolla da altri blog e poi citarli e ringraziarli.

Quindi continuando a fare i miei esperimenti ho trovato qualcosa di nuovo da pubblicare.
In realtà un ringraziamento le devo fare a Pat, nel suo blog ho trovato alcune ricette in cui era prevista la lecitina di soia e così, Google alla mano, e anche qualche libro che ho a casa, mi sono messa a cercare e provare.

La lecitina di soia è un emulsionante.

Ieri ho fatto i miei soliti grissini, ma aggiungendo un po' di lecitina ed il risultato è stato ottimo, una fragranza che solitamente non ho mai avuto.

Adesso vi spiego come ho fatto.

Grissini Fragranti

Ingredienti


350g di Pastagramma (il mio lievito madre) rinfrescata
500g di farina*
12g di sale
64g di olio Extravergine di Oliva
270g di acqua
3g di lecitina di soia in granuli**

Procedimento


Ho inserito nella ciotola della planetaria la farina e impastata insieme a 230g di acqua nella quale avevo prima sciolto il lievito madre.

Quando l'impasto ha cominciato a prendere corpo ho inserito il sale, nel frattempo ho preparato l'emulsione: servendomi di un vasetto ho agitato insieme lecitina, olio e l'acqua restante.

N.B.: alcuni grani di lecitina sono rimasti visibili e non si sono uniti all'emulsione ma hanno poi finito di sciogliersi nell'impasto.

Ho aggiungete l'emulsione all'impasto e aumentando la velocità della planetaria ho fatto assorbire il tutto.
Una volta ottenuto un impasto liscio l'ho lasciato riposare per mezz'ora a temperatura ambiente.

Passato questo tempo ho ripreso l'impasto e steso fino allo spessore di circa mezzo centimetro, poi ho messo questa sfoglia a lievitare in un vassoio di cartone coperto da un telo di stoffa più uno di plastica per circa tre ore, sempre a temperatura ambiente.

A questo punto, con una rotella ho diviso la sfoglia lievitata in tante striscioline che ho disposto sulla teglia con carta da forno.

Ho cotto in forno ventilato a 200g con lo sportello a fessura*** (tenuto leggermente aperto con una presina piegata) per circa 20 minuti o comunque fino a che non hanno cominciato a dorarsi.

I grissini così ottenuti si possono conservare in una scatola di plastica o di latta per molto tempo, anche se di solito dopo una settimana tocca rifarli!

* Nella farina non ho specificato il tipo perché spesso cambio miscela, questa volta ho usato 350 di farina tipo 0 e 150 di farina semi-integrale fatta in casa, uso comunque farine deboli perché è prevista una lievitazione breve.

**La lecitina di Soia si trova nei supermercati nello scaffale delle cose salutistiche.

*** Come in tutte le cose ognuno prova le ricette e le modifica a seconda di come si trova meglio; una ragazza che ho conosciuto ad un corso, Paola, ha fatto questa modifica che riporto qui alla lettera: "Ho modificato alcune cose: invece di cuocere 20' a 200° (forno ventilato aperto a fessura), ho fatto 10' a 200° ventilato chiuso, poi 20' a 175/180° ventilato a fessura. E ho fatto attenzione a non usare una farina troppo forte.... Ottimi."

Emulsionanti

"Gli emulsionanti le sono sostanze che rendono possibile la formazione o il mantenimento di una miscela omogenea di due o più fasi immiscibili, come olio e acqua. Alcune si trovano anche naturalmente negli elementi, altre vengono ottenute per sintesi. Ricordiamo le lecitine (...) "
da ARTE BIANCA Materie prime, processi e controlli ed. edagricole

La lecitina di soia è un emulsionante.

La lecitina è contenuta anche nel tuorlo d'uovo, che nei grandi lievitati aiuta l'assorbimento del burro da parte dell'impasto.

Lecitina di soia granulare

sabato 4 gennaio 2014

Pizza in frigo!

Dopo la buona riuscita di questo esperimento non potevo fare altro che condividerlo!
Ho copiato le dosi di Bonci di questo video cambiando il lievito di birra con la pasta madre e modificando un po il procedimento finale.
Ecco come ho fatto!


Pizza a lunga lievitazione e ad alta idratazione (80%) con pasta madre.

Ingrdienti per tre teglie larghe (ci abbiamo mangiato in 4 adulti):
1 kg farina
800 g acqua
2 cucchiaini sale
2 cucchiai olio
200g di pasta madre rinfrescata

Venerdì verso le 19 ho preparato l'impasto sciogliendo la pasta madre nell'acqua e aggiungendo nell'ordine farina sale e olio.

*Quello che risulta non sarà una bella palla liscia e omogenea ma un impasto morbido colloso e non uniforme.

Come spiega bonci ho lasciato riposare un quatro d'ora, forse anche 20 minuti, poi ho fatto alcune pieghe sulla spianatoia ben infarinata e ho riposto in frigo.

*Se siete abili con gli impasti appiccicosi potete fare queste pieghe su un ripiano di marmo o acciaio aiutandovi con una spatola.

*Non preoccupatevi se il risultato non vi sembra omogeneo, con la maturazione in frigo l'impasto si distenderà e si "uniformerà" da solo.

Ho lasciato l'impasto in frigo fino a sabato a mezzogiorno quando ho preso la terrina e l'ho trasferita nel forno spento.

Verso le 17.30 ho tagliato in tre l'impasto e l'ho steso cercando di tenere sempre molto infarinate la spianatoia e le mani.

Ho spostato l'impasto sulle teglie ricoperte di cartaforno come mostra Bonci nel video mettendo la pasta sul braccio con il palmo della mano rivolto verso il basso, per non creare buchi nella pasta.

Dopo ho rimesso le teglie per altre tre ore nel forno con la luce accesa.

Prima di farcirle le ho lasciate un po sul tavolo all'aria così hanno formato sopra una crosticina secca che mi ha permesso di spalmare bene il pomodoro.

(La farcitura è a piacere, io ho fatto una margherita, una napoli e una rossa con frutti di mare)

Ho cotto in forno a 220-240° ventilato per 10-12 minuti.

La difficolta nel maneggiare l'impasto è stata completamente ripagata dal gusto!

*Post del 14/02/2012 con note aggiunte il 04/01/2014

mercoledì 2 ottobre 2013

Io ci vado!

Il Natale si avvicina!
Come è bello ritrovarsi tra le persone care a scartare il proprio panettone... Coooosa?
Non sapete fare il panettone?
Volete imparare a imparare a fare il panettone?
Allora il corso sui lievitati natalizi, del 2 e 3 novembre tenuto da Massimo Vitali a Bologna è per voi!
Un corso tra amici affiatati, il divertimento è assicurato!


Il corso sarà a sabato 2 e domenica 3 novembre. 
Inizierà verso le 14:00, dopo le presentazioni e i saluti.
Si parlerà di lievito madre, rinfreschi e mantenimento.

Si prepareranno panettone e pandoro più altro se ci sarà il tempo.
A fine giornata si cena insieme, per chi vuole fermarsi, ognuno porta qualcosa.
Domenica si inizia presto alle 7:00 troverete brioche calde e caffè fumanti.
Si procede con i secondi impasti. Il corso terminerà nel pomeriggio dopo la cottura e assaggi dei preparati e non prima della distribuzione, tramite riffa, di tutto ciò che resta.


Se volete saperne di più contattate Giuseppe, l'organizzatore.

lunedì 30 settembre 2013

Viva la mamma!

Con i genitori che abitano sopra al tuo appartamento ed il loro orto dietro casa può capitare che ogni tanto la mamma bussi alla porta e chieda se voglio un po' di questo o un po' di quello. È già un paio di volte che mi porta giù la zucca cotta!

Poi penso che l'anno scorso ci avevo fatto i panini e allora perché non fare una bella pagnotta quest'anno? Cerco in rete e trovo Bonci che come al solito fa il figo alla prova del cuoco... Come forse già saprete non è che Gabriele mi sia così simpatico(vedi), anche se devo a lui l'ispirazione per la mia pasta madre e così ho deciso di prendere ciò che c'era di buono nella sua ricetta e mischiarlo ad un'altra ricetta di pane per avere così anche io la mia ricetta di pane alla zucca.

Il risultato è stato un bel pane soffice profumato e colorato! Ecco come ho fatto:


Un pane alla zucca


Ingredienti


200g di zucca cotta a vapore
200 g di acqua
400g di farina 0
50g di farina Manitoba
100g di Pastagramma
10g di sale

Procedimento


Prima di tutto ho preparato una purea con la zucca cotta e l'acqua frullandole insieme.
Ho messo tutta la farina nella ciotola dell'impastatrice e ci ho spezzettato dentro la pasta madre. Ho aggiunto la purea ho cominciato ad impastare.
Quando gli ingredienti hanno cominciato ad amalgamarsi ho aggiunto il sale.
Ho lasciato andare l'impastatrice ancora per circa 10 minuti.
Ho formato una bella palla e l'ho messa a lievitare in una terrina coperta da pellicola nel forno con la luce accesa.

Dopo 2 ore ho ribaltato l'impasto sulla spianatoia infarinata e gli ho dato un giro di di pieghe poi l'ho rimesso a lievitare come prima.

Dopo altre due ore ho ripreso l'impasto, l'ho sgonfiato e gli ho dato la forma rotonda piegando verso il centro tutti i lembi esterni a rotazione.
A questo punto ho infarinato bene un tovagliolo con semola di grano duro, ci ho adagiato sopra la palla e l'ho messa dentro un cestino (nel mio caso ho riciclato un cestino da ricotta) a lievitare, con la chiusura dell'impasto rivolta verso l'alto.

Dopo altre due ore ho acceso il forno a 200° con dentro un pentolino d'acqua. Quando il forno è arrivato a temperatura ho ribaltato l'impasto su una teglia con carta da forno e ho infornato. ho cotto per 50 minuti lasciando dentro il pentolino solo i primi dieci minuti.
Poi ho sfornato e fatto raffreddare su di una griglia.

lunedì 29 luglio 2013

Piccolo sfogo

La pasta madre non muore! Quantomeno ha una buona resistenza e se presa nel verso giusto può recuperare in qualsiasi stato si trovi!

Scrivo questo post dopo l'ennesima "morte" di pasta madre da me donata!

Una mia amica dopo una settimana che ha lasciato la sua pasta madre in frigo l'ha trovata KO.

Posso rassicurarvi sul fatto che è normale che un lievito naturale dopo 10 giorni in frigo sia KO, magari sgonfio e che sa anche odore di aceto, ma di sicuro non è una cosa morta! I lieviti e i batteri sono ancora vivi, solo hanno urgente bisogno di essere alimentati!

Effettuando dei rinfreschi ravvicinati vedrete che la vostra pasta madre lavora, si muove, si gonfia. Probabilmente al primo rinfresco non perderà subito l'acido e non raddoppierà nel tempo in cui raddoppiava prima, ma lasciatele il tempo che le serve e poi rinfrescatela di nuovo.

Se poi sapete già che starete via per molto tempo allora potete anche "prepararla" prima.
Facendo un rinfresco con le dosi doppie i lieviti avranno più cibo per nutrirsi in vostra assenza.
Cioè aggiungete lo stesso peso di acqua rispetto al peso della pasta madre e il doppio di farina.
Esempio: 80g PM + 80g di acqua + 160g di farina.
Così facendo al vostro ritorno farete meno fatica a ridare forza al vostro lievito.

Vi faccio notare una cosa, tanto per capire quanto sia resistente il lievito naturale: i nostri avi facevano il pane una volta alla settimana, o anche due, e conservavano un pezzetto di pasta madre in dispensa.
La settimana successiva trovavano il panetto secco e striminzito, ma ogni volta riuscivano sempre a fare il pane!

Quindi la prossima volta che pensate di aver perso il vostro lievito, prima di buttarlo provate a rinfrescarlo, se l'impasto si muove allora il lievito è ancora vivo!
Se proprio avete ancora dei dubbi chiedete: ci sono siti, blog e gruppi sui social network nei quali appassionati di lievito naturale, come me sono disponibili per condividere le proprie esperienze!

mercoledì 5 giugno 2013

La biga

Visto che probabilmente posterò delle ricette che prevedono l'uso della biga voglio qui spiegare che cos'è, in poche parole.

Riassumendo quello che si trova nel libro Panificando di Giorilli, la biga è un preimpasto asciutto che può avere molte ore di fermentazione, ottenuto con farina, acqua e lievito.

I vantaggi dell'utilizzo di un preimpasto, cioè del metodo indiretto, sono:
- gusto e profumo del prodotto finito più intensi;
- mollica con alveolatura piu sviluppata;
- prodotto più digeribile;
- durata di conservazione del prodotto piu lunga;
- riduzione dei tempi di lievitazione dell'impasto finale:
- minore consumo di lievito.

Ingredienti per la biga

Farina forte 100%  (Es. 1 kg)
Acqua 44%            (Es. 450g)
Pasta madre 10%   (Es. 100g)

domenica 28 aprile 2013

Pieghe di rinforzo

Come per il rinfresco riporto qui nozioni che si trovano facilmente in rete ma che può essere utile ripetere.

***
 
Le pieghe di rinforzo servono in un impasto morbido ad omogeneizzare la mollica.
Durante le pieghe le bolle piu grosse di aria escono dall'impasto e successivamnete si formeranno piu bollicine che daranno una mollica più fine.

Durante le pieghe viene anche inglobato nuovo ossigeno, in questo modo i lieviti possono alimentarsi di nuovamente, mentre parte dell'anidride carbonica viene eliminata. Ne consegue un maggiore aumento di volume dell'impasto. Grazie alla presenza di nuovo ossigeno anche il glutine risulta più resistente.
 
In questo video potete vedere come si fanno.
 

domenica 31 marzo 2013

Buona Pasqua

Con questi piccoli panini auguro a tutti Buona Pasqua.


La ricetta è quella dei miei panini al latte.

Questa volta ho sostituito il latte con il kefir.

Prima della lievitazione finale non ho praticato nessun taglio e li ho tagliati prima di infornarli, ho fatto così.

Tanti Auguri
Bea

martedì 12 marzo 2013

Ho un leggero languorino

Una cosa che non può mancare a casa nostra sono i grissini, per togliersi un languorino, per integrare una cena, per fare merenda o per stuzzicare gli amici.
La ricetta originale l'ho presa dal forum di Cookaround e la uso per fare i grissini semplici.
In questo post vorrei riportarvi la versione che preferisco io, quella un po' piu rustica!

Grissini intergali al rosmarino 

Ingredienti

Se avete la pasta madre solida:
175 g di Pasta Madre
100 g di farina tipo "0"
150 g di farina integrale
6 g di sale
32 g di olio
130g di acqua
un rametto di rosmarino

Se avete il lievito in coltura liquida:
110 g di LiCoLi
115 g di farina tipo "0"
200 g di farina integrale
il resto degli ingredienti resta invariato.

Procedimento

Con un tritatutto trito le foglie di rosmarino con un cucchiaio di farina integrale presa dal totale della ricetta.
In una terrina unisco le farine, il rosmarino e il sale, in una caraffa a parte sciolgo la PM con l'acqua poi unisco alle farine, comincio ad impastare po' dopodichè aggiungo anche l'olio e impasto per circa 10 minuti, finche non risulta una bella palla liscia.
Nota: in realtà l'ordine degli ingredienti non cambia moto il risultato!

A questo punto stendo l'impasto formando un rettangolo spesso circa mezzo centimetro.
Sposto il rettangolo su un vassoio di cartone che copro con un panno e un telo di plastica e metto in un ambiente caldo a lievitare.

Dopo tre ore, con l'aiuto di una rotella dentellata taglio tante striscioline e le adagio sulla teglia con carta da forno.
Preriscaldo il forno a 200° e cuocio per circa 20 minuti, gli ultimi 5 minuti lascio lo sportello del forno aperto a fessura per fare uscire l'umidità in eccesso.

Lascio raffreddare e poi... GNAM!